mercoledì 21 gennaio 2009
I have a bad feeling about this
AVVERTENZA SPOILER
se non volete sapere nulla dell'imminente Blackest Night della DC, non cliccate su questo link
venerdì 9 gennaio 2009
THE CEREBUS COMPANION_2
Vicino nientemeno che a Milk e Cheese. [e comunque, noi di nerditudine si vantano i commenti del mangoforo Marco, eh]
Cerebus ancora pienamente fantasy, con ancora la proboscide un po' bizzarra e variabile, le pomposétte frasi che descrivono l'azione, gli stilemi del caso: Cerebus assieme a dei mercenari subisce un'imboscata e resta l'unico sopravvissuto; si guadagna "a duello" un posto tra nuovi, altri soldati; durante una marcia alcuni guerrieri magici fanno grande massacro, Cerebus ne scampa ma finisce sottoterra, dove tenta di trafugare l'Occhio di Terim [prendere nota: appare il nome di Terim: ancora spoglio, però, delle implicazioni micidiali che avrà più avanti]; Cerebus sfugge alla suzione della sua anima da parte di un Succubus, precipita nel vuoto e nel nero e si ritrova in superficie: sotto le stelle, di tra la neve, guerrieri morti e scheletri. Cerebus si incammina verso il porto più vicino, con l'intenzione di farsi una dozzina di birre e di dare la stura ad altrettante risse, prima che un'altra luna sia salita in cielo! [punto esclamativo del'Autore].
martedì 6 gennaio 2009
THE CEREBUS COMPANION, 1
lo staff di Nerditudine è orgogliosa di presentare una nuova e flamboiante rubrica: il Cerebus Companion!
Inutile introdurre Cerebus. Chi lo conosce sa di cosa parliamo, chi non lo conosce imparerà a conoscerlo attraverso le bizzarre descrizioni del nostro nuovo nonchè sgamatissimo redattore. Finalmente anche in Italia si potrà leggere (in qualche modo) la serie americana che più di tutte si configura come serie di culto e allo stesso tempo nerdivora, farragginosa, claudicantemente slimegosa. E questo senza infrangere la legge sul copyright.
Con questa iniziativa Nerditudine tenta inoltre il colpo gobbo di avere più redattori che lettori, al motto di "Sono più quelli che la fanno, che quelli che la leggono": perciò si accettano candidature, rubriche o semplici boutade. In particolare, per raggiungere l'obbiettivo - oltre a pregare Marco di entrare nello staff con la sua preziosa competenza mangofora - abbiamo bisogno di redattori che NON leggano gli articoli scritti dagli altri. Il che è, naturalmente, un obbiettivo di difficile conseguimento, soprattutto se si cerca di ottenerlo attraverso i post...
Ma mi sto incartando.


Cerebus è un fumetto indipendente. E' una serie conclusa: 300 numeri, bimensili prima, mensili poi: dal dicembre 1977 al marzo 2004. E' la più lunga serie in lingua inglese realizzata da un unico team creativo: a Dave Sim, l'autore, si affiancherà in corso d'opera Gerhard, il fido scenografo. Cerebus inizia, mi si dice, come una parodia dei fumetti fantasy, alla Conan; poi - ed in brevissimo tempo - diventa tutt'altro. Con i fascicoli originali alla mano possiamo assistere con agio, lungo la serie e in parallelo alla storia, all'evoluzione [involuzione? declino? crollo?] della mente di Sim; storia nella storia eccetera. Cerebus ha anche un ruolo fondamentale nelle vicende del fumetto autoprodotto [more on this, later].
Cerebus è un aardvark [un oritteropo, earth-pig o maiale di terra, Orycteropus afer per i linneiani] grigio e peloso, antropomorfo e bipede, misantropo, amorale, ubriacone, avido e bastardissimo. Un personaggio stracazzuto, infilato in un mondo fantasy a dimensione principalmente umana [more on this: esatto, avete capito].
Cerebus No.1, dicembre '77 - gennaio '78
Il primo numero è quindi, a tutti gli effetti, una storiella fantasy di tutta modestia: con l'arrivo a cavallo e la taverna, il mercenariato e la magia, il gioiello da ritrovare e scheletri animati, mostri d'incantesimo e un negromante vecchio di secoli: una cascata di loti allucinogeni a sua difesa, e Il Nostro che esclama: "Se Cerebus deve essere sconfitto, che sia per spada o necromanzia... non per dannate petunie*".

Le ruote sono ben lungi dall'ingranare: il tratto è ancora goffo, Cerebus ha un proboscidone di lunghezza variabile a seconda della prospettiva, il lettering è "normale" e sciatto, i dialoghi sono decisamente cheesy, pomposétti e stereotipati. Ma basta pazientare: davvero poco...
* e a proposito di petunie, se ne vedranno delle belle.
domenica 4 gennaio 2009
IRON POST!
hey, è la terza volta che mi trovo a scrivere qualcosa su iron man, e ogni volta a proposito di una serie diversa: dopo legacy of doom e il bellissimo ciclo haunted su director of shield, stavolta tocca alla nuova collana "invincible iron man".
c'era davvero bisogno di una nuova serie?
no, visto che ce n'era già un'altra e il personaggio di tony stark non regge più di un mensile (e infatti la "vecchia" testata ha appena chiuso i battenti).
sì, se si considera che quando esce un film è necessario far partire almeno un nuovo # 1.
questo è stato da solo sufficiente a farmi partire prevenuto contro la nuova serie di matt fraction e sal larroca. meglio così, perché oltre al piacere di leggere una bella storia, ho avuto il doppio piacere di essermi anche dovuto ricredere.
grazie a matt fraction. il merito è suo: il numero di cose che è riuscito ad ottenere nei primi sei numeri della collana è notevole: ha saputo scrivere una trama perfetta per chi ha visto solo il film (il nemico è il figlio di obadiah stane, quello del film, e la storia potrebbe essere benissimo un sequel del movie), ha saputo fare riferimenti al passato e alla continuity del personaggio (da pepper -comunque presente anche nel film- a extremis, all' A.I.M., al ruolo di stark come capo dello shield, all'alcolismo) e ha raccontato anche un bel combattimento tra uomini in armatura.
in pratica ha capitalizzato tutto ciò che può rendere cool iron man e ci ha imbastito sopra una storia piuttosto originale, che probabilmente darà luogo a conseguenze durature nella saga del personaggio. soprattutto - incredibile a dirsi - questi sei numeri raccontano una storia densa e non una delle solite brodaglie allungate al solo scopo di raggiungere un numero di pagine sufficiente per farci un paperback.
i disegni non sono facilmente inquadrabili: larroca è riuscito a migliorarsi nello storytelling, tradizionalmente suo punto debole, ma in compenso è diventato totalmente incapace di disegnare i volti, che sembrano di plastica. e lo stile dei colori non aiuta, purtroppo. le scene in armatura, invece, sono molto ben realizzate, a conferma del fatto che lo spagnolo si trova sempre a suo agio col mecha design.
nei prossimi numeri, dopo un epilogo con spiderman in qualità di ospite d'onore, partirà una nuova saga che vedrà il vecchio testadiferro (privo ormai dei poteri forniti dal virus extremis e alle prese con un'armatura ormai troppo tecnologica da gestire) nei panni di ricercato dal nuovo governo mondiale del marvel universe. staremo a vedere, ma penso ci sarà da divertirsi.
iron man è il personaggio marvel a cui sono legato di più: da piccolo vedevo il suo cartone animato, e mi piaceva il fatto che avesse un'armatura. così, quando mi sono avvicinato ai fumetti marvel, mi è sembrato logico cominciare dalla testata play press dedicata a tony stark.
che testata: iron man, lo squadrone supremo e anche nick fury. praticamente tutti personaggi che non c'entravano niente l'uno con l'altro... (e per trovare la retrospettiva di iron man dovevi comprare namor, e addirittura DP7...).
ma torniamo ad iron man: alle prese con una ferita da arma da fuoco (una sua ex amante ingelosita, mi pare si chiamasse bethany cabe, gli aveva sparato a bruciapelo) che lo aveva costretto su una sedia a rotelle, l'unico modo per muoversi era utilizzare l'armatura. il cast comprendeva i soliti jim rhodes (reduce dall'esperienza come sostituto di tony stark nell'armatura di iron man), happy hogan, pepper potts. iron man era, almeno in pubblico, la guardia del corpo di tony stark.
i testi, leggeri e godibili, erano di david michelinie (uno degli sceneggiatori più divertenti degli anni 80, a mio parere) e i disegni erano di mark bright, di jackson guice, di tizio e di caio, tanto il disegnatore non era importante perché le chine di bob layton (coautore delle storie con michelinie) rendevano tutti uguali. l'armatura brillava, un trademark che verrà superato solo dal grande romita jr in una sequenza di storie graficamente irripetibili che seguirono la dipartita dai testi di michelinie per lasciar spazio a byrne, appena tornato alla marvel dopo l'esperienza dc. molti considerano quelle vecchie storie di michelinie, a partire dalla saga del demone nella bottiglia che colpevolmente non ho ancora letto, la cosiddetta "silver age" del personaggio, interrotta bruscamente dall'arrivo del succitato byrne (che invero inscena una stupenda storia, la "seconda" guerra delle armature). per tornare a vedere sequenze simili bisognerà aspettare l'arrivo di len kaminski, che creerà war machine e risolverà non senza colpi di scena una volta per tutte la saga della paraplegicità facendo morire (o no?) tony stark.
poi il vuoto: una serie di storie schifose scritte da imbecilli (tipo la traversata) che hanno rovinato il personaggio prima che kurt busiek tornasse a raddrizzare la barra.
ma solo con i fratelli knauf si è tornati ai fasti di un tempo: nel frattempo sono passati quindici anni di vita reale.
come già detto la play press era in grado di inserire all'interno della testata dedicata all'uomo di ferro anche altre due serie: lo squadrone supremo e nick fury.
se sullo squadrone supremo non ho niente da dire (perché semplicemente non lo leggevo), su nick fury due cose me le ricordo: i disegni di uno sterankiano jackson guice e le storie di chichester.
se i disegni tutto sommato mi piacevano, le storie proprio non le capivo. chichester voleva scrivere delle magistrali spy-story in cui niente è come sembra, ne sono sicuro, ma io proprio non ci capivo un cazzo. guardavo i disegni e non capivo chi stava contro chi, per quale motivo si combatteva, chi era nick fury in mezzo a tutti i life model decoy inventati proprio su quella serie, e chi era il barone von strucker la cui resurrezione sembrava essere l'elemento centrale delle storie.
sfortunatamente le note di adam centerba non mi aiutavano a capire gli avvenimenti, e allora l'unica cosa era tornare alle prime 23 pagine della rivista, a rileggere la storia del mese del vendicatore dorato chiedendomi come cazzo fosse possibile far stare un'intera armatura in una ventiquattrore.
nella prossima puntata di make mine marvel l'affare si ingrossa: tocca agli x men di claremont e di scatasta (ah, non li scriveva lui? ma se conosceva le sottotrame meglio di claremont?...)
venerdì 2 gennaio 2009
mercoledì 31 dicembre 2008
Marvel Major Events: 5 - The Korvac saga (Avengers #168-177, 1977-1978)
TramaI Vendicatori si uniscono, fra loro e con i Guardians of the Galaxy*, e le prendono. A trifolarli sono, in ordine: Ultron, the Collector, Korvac, Carina (figlia del Collector e compagna di Korvac). Poi, all'ultimo, a Korvac gli passa la voglia (né più né meno), ma non dopo aver ammazzato un po' di gente ed averla fatta rivivere (potenza del power cosmic).
Giudizio sinteticoInsomma, mica un granché. L'intera saga in realtà è rappresentata da uno sfondo comune, labile e poco esplorato, a episodi e temi tra loro molto dissimili (lo scontro con Ultron, poi quello con il Collector, qualche power play fra Cap e Tony, la gelosia di Quicksilver nei confronti di Vision, i Guardians of the Galaxy che si fanno principalmente i cavoli propri, e tutta una calderonata di robe del genere, abbastanza alla rinfusa). Il risultato è che per avere qualche colpo di scena bisogna arrivare a uccidere i personaggi (prontamente resuscitati, ovviamente), uno dei mezzucci classici per fingere una profondità narrativa che non si riesce ad ottenere in altre maniere.
Son cosePiù che le rocambole, i cazzottoni o le solite sequele di varia verbosaggine, quello che affascina della saga è l'ambiguità dell'architettura ideologica sulla quale Shooter ha deciso di basare il tutto. Korvac infatti non è il solito cattivone "incompreso ma in fondo in fondo buono" con un piano di riforma universale che prevede una fraccata di morte e dolore per un bene superiore - al contrario, Korvac, sotto le risibili spoglie terrene di un biondone giuggiolone, si rivela essere proprio un buono-buono, il cui obiettivo sarebbe stato di dare la felicità e l'indipendenza a tutti gli esseri umani senza contropartite negative o inghipponi fraciconi (e infatti alla fine si lascia morire non perché sopraffatto, ma perché deluso dalla piccineria tutta mazzate sulla capa degli eroi che gli si scagliano contro senza quasi averne un motivo).
Saltano agli occhi-fra i vari disegnatori, si nota un giovane Pérez già a completo agio con scene d'azione di massa (che poi non riesca quasi a far dei primi piani anatomicamente decenti è un altro discorso);
-la fissa di Shooter per i personaggi onnipotenti si mostra già qui in tutta la sua potenziale perniciosità, anche se bisognerà aspettare qualche altro anno per vederla deflagrare in tutta la sua deplorevole miseria**
Prossimo evento in programmaThe Dark Phoenix Saga
* Guardians of the Galaxy che qui erano ancora scritti come provenienti dal futuro, e non da un universo parallelo come sarà poi in seguito
** Secret Wars I e II (e scusate la profanità)
domenica 28 dicembre 2008
CONIGLI ASSASSINI! SCRITTORI ASSASSINI! TOKYO MINACCIATA DA MOSTRI ASSASSINI!
[AGGIORNAMENTO]: la vendetta dello spirito della vendetta! ghost rider continua a piacermi: jason aaron sta diventando uno dei miei sceneggiatori marvel preferiti. potrebbe perdersi nel tentativo di emulare garth ennis, e invece finisce per surclassarlo sul suo stesso campo. Angeli, demoni, guerre per il paradiso, tanti ghost rider (giapponesi, cinesi, indiani...) , tante botte, tanti dialoghi divertenti e tanta continutity. e, soprattutto, la pagina della posta: ormai scomparsa da quasi tutte le testate, viene riesumata con un intelligente colpo di nerditudine da parte dello scrittore che ne approfitta per divertirsi in compagnia dei lettori.
nota di merito anche per i disegni di tan eng huat, che sono sempre più adatti al tono della serie.
[BOOK OF THE MONTH]: Usagi Yojimbo by stan sakai
avevo lasciato da parte i miei albetti mensili del coniglio samurai per un annetto, co
sì mi sono ritrovato a leggere una decina di storie in un solo colpo e mi sono potuto rendere conto ancora meglio di quello che è il punto forte di questa serie giunta, almeno nella sua incarnazione dark horse, al numero 115.detta molto semplicemente, Usagi Yojimbo non è la narrazione delle avventure di un personaggio: è il racconto di un mondo in cui tutti i personaggi si muovono contemporaneamente. così, quello che la dc e la marvel cercano di fare da anni, con crossover e team up, sakai lo ottiene ogni mese, e con una sola testata: tutto vive, e la sensazione è che tutti i personaggi che nascono dalla fantasia di sakai non aspettino di incontrare usagi per muoversi, ma vivano comunque le proprie avventure anche in sua assenza.
in diversi numeri della testata il protagonista brilla per la sua assenza perché la lente di ingrandimento è puntata su altre situazioni: e così quando alla fine - magari in occasione di una storia più importante di altre - alcuni di questi personaggi agiscono insieme, il tutto sembra più naturale perché tu, lettore, sapevi benissimo cosa stavano facendo quei personaggi, che strade stavano percorrendo, e sapevi che avrebbero potuto incontrarsi prima o poi. in questo modo sakai riesce ad introdurre una ferrea ma discreta continuity che non distrae o asfissia il lettore, che non lo costringe a leggere gli arretrati per capire tutto perchè non c'è segno di forzatura, e il godimento aumenta. essendo molte storie autoconclusive, inoltre, quasi ogni numero è un buon punto di partenza per un nuovo lettore.
Il fatto che poi le avventure siano divertenti, che i personaggi siano ben studiati, che i riferimenti storici e culturali al giappone medioevale siano curati e precisi, beh... tutto ciò non fa che rendere Usagi Yojimbo un must, una serie degna di essere insignita del premio book of the month che oggi si inaugura. E speriamo duri almeno altri cento numeri!
[FOCUS ON]: jeph loeb.

occhi (e mitragliatori) puntati su uno degli scrittori peggiori del momento.
jeph loeb: il suo hulk fa cagare, il suo ultimatum fa cagare, i suoi ultimates fanno cagare. secondo me erano stucchevoli anche i suoi spiderman:blue, devil:yellow, superman: four seasons, etc. L'unica cosa uscita dalla sua fantasia che mi aveva divertito erano alcuni (sottolineo: alcuni) numeri di superman/batman.
il fatto è che loeb non è mai stato bravo: finge di essere uno scrittore lirico, poetico senza esserne capace, affidandosi soltanto alla bravura del disegnatore con cui ha la fortuna di collaborare (che in molti casi è effettivamente bravo: tim sale, pacheco, mc guinness, etc. etc.) .
ma lui è patetico: voglio dire, chi si ricorda la sua sequenza di storie su x-man? o su cable? o su x-force? e i suoi challengers of the unknown? e il suo capitan america (by liefeld) di heroes reborn?e come dimenticare che è consulente e scrittore per la televisione di smallville??
mi ricorda un pò lobdell, ma peggio di lobdell. almeno lobdell ogni tanto ci prendeva, loeb no.
il problema è che vende.
il suo hulk rosso vende, per tutti i diavoli dell'inferno.
[ANIME CORNER]: astro fighter sunred
mai visto un sentai?partiamo dal concetto di base: i sentai sono telefilm giapponesi per bambini dagli 8 ai 14 anni (che io guardo con grande divertimento) basati su un team di supereroi alle prese con mostri dediti alla conquista del pianeta terra e alla distruzione del genere umano. di solito il team è formato da 5 elementi, e il capo è quello colorato di rosso.
ecco, a.f.s. si concentra sul tizio colorato di rosso, alle prese con l'organizzazione segreta florsheim, pronta a tutto per annientare il nostro eroe.
combattimenti, trasformazioni, lotte e colpi segreti: tutto ciò è presente in astro fighter sunred, ma solo nella sigla.
gli episodi mostrano tutto ciò che avviene quando i nostri non combattono: e così scopriamo che il capo dei florsheim è un appassionato di cucina occidentale, che alcuni suoi sgherri soffrono di problemi di autostima, che sunred teme la concorrenza di un altro astro fighter che difende un diverso distretto, che quando uno dei malvagi mostri va a farsi un'endoscopia dal gastroenterologo la gang dei florsheim non osa cominciare il combattimento di turno con sunred finché non si sa quale sia la malattia diagnisticata.
- qual è la sua occupazione?
- ...mmmhhh... la conquista del mondo.
- capisco.
- e allora, dottore?
- non si preoccupi, è tipico di chi svolge attività così stressanti soffrire di bruciori allo stomaco.
insomma, ogni episodio (di 13 minuti cadauno) contiene spunti demenziali in grado di far rovesciare dalle risate, anche in virtù di una animazione che sembra quasi in flash. da non perdere la rubrica di cucina del capo dei florsheim, master vamp (vera: ci sono dei filmati dal vivo che illustrano la preparazione dei piatti) .
la più divertente sorpresa anime di questo fine 2008. da vedere! (altro che hulk rosso...)
la prossima puntata: scem(p)i dal passato marvel, il punto della situazione sugli x men e soprattutto bendis! (forse).

