venerdì 2 maggio 2008

Glamorpuss 1, Rasl 1, Echo 1 - È tornata la gang dell’autoproduzione! Dave Sim, Jeff Smith e Terry Moore si devono essere guardati nel riflesso del millesimo bicchiere di birra dopo aver finito i loro lavori più impegnativi e si sono detti: e mo’?

Dave Sim è pazzo e questo è l’unico commento che si possa fare a Glamorpuss: un fumetto fotorealistico che però non è un fumetto e che è allo stesso tempo una storia e uno sproloquio sulla storia del fumetto fotorealistico - con protagonista una modella che non appare quasi mai. Ho le vertigini. Sarebbe illeggibile se Sim non ci avesse abituato a ben di peggio...

Dei tre, quello di Jeff Smith sembra la saga più promettente, anche se Jeff si ostina a cercare personaggi realistici quando si vede lontano milioni di miglia che tutto il suo talento è nel cartoon e nella caricatura. Ma sua moglie non gli dice nulla? Comunque: queste pagine, a differenza del fumetto di Sim, si leggono in un microsecondo, e se anche accade qualcosa, non accade abbastanza per poter valutare. Graficamente perfetto.

Invece Terry Moore, dopo aver concluso una saga su due donne con caratteri opposti, in preda a problemi sentimentali, braccate dalla criminalità ecc ecc cosa poteva fare? Un fumetto su due donne, con problemi sentimentali... braccate dall'esercito. Ok Terry, hai vinto, il premio "Tengo famiglia" è tuo.

giovedì 1 maggio 2008

iron man: legacy of doom (1 of 4)


esce il film di iron man e la marvel decide di fare tutto il possibile per promuoverlo: alla splendida serie regolare (che meriterebbe una recensione a parte ma che qui, per brevità, accostiamo al cap di brubaker per qualità e atmosfere) si aggiungerà una seconda serie mensile (che durerà quanto? 12? 24 numeri? ...quanto ci metteranno, prima di dire che fin dall'inizio era stata concepita come una maxiserie? oppure -orrore!- andrà a sostituire l'altra testata? mah...), e poi usciranno un pò di one-shot derivati dal film.
ma a quesada tutto questo non basta: lui tutto può, e nell'occasione riesuma un trio creativo di tutto rispetto, che ci fa ritornare indietro agli anni 80, quando iron man era solo la guardia del corpo di tony stark. david michelinie, ron lim e bob layton. ron lim non c'entra un cazzo, ma gli altri due hanno scritto molte pagine importanti della storia del buon tony: la saga dell'alcolismo, le stark wars (altrimenti detta guerra delle armature), la saga della paraplegicità (io la chiamo così: c'era una ragazza di tony stark che gli sparava e lo riduceva in sedia a rotelle e ce la menarono per 50 numeri buoni prima di farlo camminare di nuovo, manco fosse charles xavier), e tante altre ancora. insieme hanno scritto anche alcune pagine un pò imbarazzanti, tipo quelle storie in cui iron man e doom si ritrovavano a combattere ai tempi di re artù contro la strega morgana le fay.
ecco, questo legacy of doom riprende esattamente queste ultime storie e si pone come capitolo finale di una trilogia cominciata tanti anni fa. in breve: doom trascina iron man all'inferno e lo lascia preda di mefisto, in cambio di non si sa cosa... il resto lo scopriremo nei prossimi numeri. disegni decenti che in effetti, grazie alle chine di layton, ci restituiscono l'iron man dei tempi andati (con la mia armatura preferita che, come all'epoca, ha ripreso a scintillare: ultimamente la disegnano sempre un pò opaca...) ; storia senza guizzi ma neppure illeggibile. il mio cuore di fan nostalgico apprezza, a coloro che andranno a vedere il film penso che non potrà fregargliene di meno.
Wonder Woman 18 - Per la mia generazione Wonder Woman è Lynda Carter e basta. Mai considerata una gran figa, anzi: aveva qualcosa ai miei occhi che rendeva privo di alone erotico anche il costume da supereroina, che, diciamocelo, possiede tutte le potenzialità per essere un feticcio come si deve. Questo per dire - ma non so se è solo una questione generazionale - che io questo fumetto non so se lo capisco del tutto. Perché se lo prendo seriamente mi sembra che mi prenda per il culo. Se invece lo prendo come uno scherzo, ho il sospetto che non lo sia. Cioé: ci sono delle pagine, intere sequenze per dio, che ti fanno sospettare non tanto che sia fatto male (perché non è fatto male, per niente, testi e disegni sono pure belli a volte), ma che la chiave di lettura non sia mai quella che adotti tu. Qualcuno mi aiuta?

mercoledì 30 aprile 2008

Ultimate Spider-man 118-120 - Questo è l’unico motivo per cui la sezione ultimate è ancora in vita. Bendis è riuscito a rendere quella freschezza che c’era nelle storie dell’uomo ragno di Stan Lee, risucchiando un po’della sfiga di Peter Parker e distribuendola tra i comprimari. In definitiva è una versione superereoistica di O.C. e miracolosamente funziona. Quasi nessuna battaglia, spesso Peter non si traveste neppure da uomo ragno, chiacchiere di adolescenti in piena crisi sentimentale, ma anche allegria, divertimento, ecc. Se non fosse per il modo in cui Bendis tratta Kitty Pride, questa sarebbe la serie che leggo con più piacere.

martedì 29 aprile 2008

Thor 07 - I primi sei numeri di questa nuova testata erano disegnati da dio, no, sul serio. Bellissimi. Da rimanere con la bocca aperta e sbavare. E per quanto la trama non si sprecasse in guizzi avventurosi, ma tendesse a soffermarsi soprattutto sul ritrovamento di uno status quo - certo, con qualche riflesso di brillantezza tutta dovuta allo scontro tra la natura mitica di Thor e la normalità del midwest 'meregano - la situazione lasciava sperare qualcosa di avvincente. E invece con questo numero sette tutto torna alla normale merdosa e fantasy epica nordica, disegni quasi barocchi nella ricerca dell’effetto emotivo, anche belli, ma pesanti e inutili e poi: la ricerca di Odino, i corvi, il mondo dei morti, il lettering gotico, l’inglese pomposo: tutte quelle menate lì. Spero vivamente che sia solo un numero di passaggio perché quando Straczynsky vuol fare il saccente è un vero stracciacazzo. E in più ci mette dentro pure il gatto di Schroediger, e la fisica quantistica non è mai stata così di moda per nulla.
Flash 238 - Per quanto disprezzi l’idea della famiglia di supereroi, (a parte gli Invincibili da cui questo fumetto prende a grosse manate), e quindi partissi nella lettura con una prevenzione pari solo a quella che avrei nel mettermi ad ascoltare un disco di Mino Reitano - una prevenzione tutta trash, insomma - alla fine dei conti - sorvolando lievemente sui disegni, abbastanza insopportabili e finto giovanilistici - Flash non sembra una testata del tutto negativa: ha il fascino dei cartoni animati di una volta, in cui il buono si trova in difficoltà un po’ perché ci si è messo da solo, un po’ perché il cattivo ne ha approfittato. Ma sì dai, sufficiente, e comunque meglio dell’ultimo di Mino Reitano.

mercoledì 23 aprile 2008

Hellblazer 240-242: Uno stregone nero arriva dall’africa incazzato almeno quanto lo ero io dopo le elezioni, forse un po' di meno, per tagliare la testa a Constantine a mazzate di machete. Non lo so. A parte che i disegni sono i tipici disegni che ti aspetteresti da una serie vertigo e in particolare da Hellblazer (graffiati, ma non troppo), a parte che Constantine è parecchio bastardo e a parte tutto il sangue che cola, questa storia del mago africano cattivo mi sa troppo di "oh mio dio che gran casino abbiamo combinato col colonialismo siamo tutti colpevoli e ci verrà restituito con gli interessi". Leggibile, comunque, se piace il genere.