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venerdì 8 agosto 2008

Alexander

La fiera della tronfiaggine. Che ho capito la mega-produzione, la ricerca stilistica certosina quanto amplia e ricca, e una coerenza visiva pressoché totale, ma in mezzo a tutto questo gran marchingegno visivo quello che salta agli occhi è, alla fine, quasi solo l'ebbro autocompiacimento per l'apparato che si è riusciti a mettere in piedi (o, meglio, su carta). La storia, infatti, non riesce a star dietro ai disegni e alle inquadrature, non riesce a raggiungere una vera dimensione di narrazione epica, e non bastano, nell'ordine di esposizione, infinite carrellate di immani eserciti in marcia, o estenuanti scene in cui i personaggi, silenti e torvi, affrontano con lo sguardo superbo e orgoglioso l'avversario, o il proprio futuro, o le balle trifolate dello spettatore - non bastano neppure un paio di tette turgide ogni tanto, una manciata di ammicco-ammicco mescolati nella lampante tensione omosessuale, i riti orgiastici pieni di serpentoni, e confuse quanto strabordanti rimasticazioni filosofiche - non basta niente di tutto questo, o, meglio, si deve proprio a tutto questo il semplice risultato che Alexander, alla fine della fiera, risulta semplicemente essere una noia sterminata.

mercoledì 16 aprile 2008

Countdown to Final Crisis #02

Ed eccoci arrivati all'appuntamento settimanale con quell'orribile pastrocchio che passa sotto il nome di Countdown.
In breve:
-i dialoghi peggiorano? Sì.
-i disegni? Pure.
-la storia? Manco a parlarne.
Questo numero, nello specifico della bruttura, si presenta come un pasticcio fra kaiju eiga (Jimmy Olsen nella parte di Godzilla, Darkseid improvvisamente ingigantito - così, da una vignetta all'altra - la spiegazione? "It's freaking Darkseid!" Ah, ecco, grazie) e motivi edipici fiacchissimi.

Kolins alle matite cerca di rifare il Kirby cosmico (e hai detto poco), fallendo miseramente (a voler essere buoni: un Orion disegnato così è da pesci in faccia).
Non se ne può davvero più.

venerdì 14 marzo 2008

Questo invece non è male, per ora...


Wolerine 62 - Lasciamo perdere che Wolverine è ovunque e questo mese in Ammeriga esce pure una miniserie a suo nome. Cambia team creativo e finalmente questa testata sembra tornare decente (i numeri precedenti erano illeggibili). Wolverine va alla ricerca di Mistica in Afghanistan, questa la trama. Jason Aaron, lo scrittore (chi è?) tratta una un pelo cinicamente la questione mediorientale, ma riesce a costruire un numero con un paio di colpi di scena ben giocati. Ron Garney è bravo, niente da dire, ma da domani credo che indirrò una raccolta di firme per proibire l'uso di fotosciop per creare effetti sfuocati: non se ne può più. Sono brutti, cazzo.

giovedì 13 marzo 2008

Penance - Relentless (#1-#5 di 5)



Una cosa bisogna concederla, al Jenkins: sa trattare bene il personaggio principale, dandogli motivazioni, introspezione e spesso quella nota dolente che tanto fa impazzire i lettori più adulti (e alla quale neppure io sono immune). Per dire, Sentry m'era piaciuto parecchio, e amen se dopo il personaggio è diventato più un problema gestionale che altro (vedi i salti mortali fatti in World War Hulk per tenerlo fuori il più possibile in stile "mi si nota di più se non vengo o se vengo e me ne resto in un angolo?"). Qua il Penance, ex Speedball (quello sì un personaggio atroce), si muove bene, c'ha il costumino bondage S&M, la tristezza mortale, le pose giuste etc etc, ma tutto il pippone sui numeri è francamente idiota, e la storia si risolve in una tarantinata della prima ora di cui non viene neppure mostrata la parte più divertente. Per il resto non c'è molto da dire, a parte i siparietti comici fra Stark e un Osborn sempre strafatto.
Gulacy ai disegni non è molto convincente - mezzo Steranko, mezzo Veitch, mezzo bolso... mah.

Questo poi è veramente un brutto fumetto


X-Force 1-2 - Quattro deficienti armati di lame o artigli vanno nella sede di setta cattoammazzamutanti, vestiti di pelle nera, e, come dice mia morosa, fanno merda. Testi brutti, bruttissimi disegni pittorici - no veramente: della serie: come sprecare una buona tecnica per fare cazzate orrende - cioè voglio dire, a questo punto era meglio Liefeld. Andate affanculo voi e la vostra merda pittorica.

mercoledì 12 marzo 2008


Cable 1 - Da quello che leggo in giro per blog e forum devo essere l'unico al mondo che ha trovato Messiah Complex una cagata colossale. Più che altro, un grande dispendio di energie per nulla, nulla di nuovo. Non leggevo gli X-men da anni e l'unica cosa che mi ha un po' sturbato è stato trovarmi di fronte a un paio di personaggi nuovi... veramente alla fine l'idea è stata di star leggendo qualcosa di frammentario e, soprattutto, già visto. Comunque. Il megacrossover ha portato all'apertura di qualche nuova testata: X-Force (domani la recensione) e Cable. Diciamoci la verità: Cable è un personaggio inutile, lo è sempre stato, e non si capisce tutto il suo successo. Sarà la cicatrice sull'occhio che gli dà quell'aria vissuta, saranno le pistolone che gli disegnava Liefield. Questo numero, abbastanza insulso ma gradevole, sembra porre le basi per una trama avvincente - una specie di Lone Wolf and Cub all’ammericana con l'aggiunta di viaggi nel tempo - ma lo fa con una lentezza tale che serviranno almeno una decina di numeri per poter capire se vale la pena di seguirla. Non discuto dei disegni: odio, odio i disegnatori pittorici. Olivetti si salva perché sa impostare delle sequenze non banali, ma questi colori mi fanno SCHIFO! BASTA! SMETTETELA! VI ODIO!

* SPOILER*

Ah, i blog mmericani sono in sollucchero perché in questo numero Cable cambia un pannolino. Vabe'.

martedì 11 marzo 2008

Atom Eve #1 e #2 (di 2)



Se e quando mi deciderò a scrivere qualcosa su Invincible (almeno prima che lo facciano gli altri due bei tomi che girano da queste parti), sarà sicuramente qualcosa di positivo sulle doti di freschezza, ironia, sodezza narrativa e bell'indulgere in oscuri e sanguinari colpi di scena del Kirkman. Ora, Atom Eve, piccolo spin-off sulle origini del personaggio più bono di Invincible, mantiene solo una di queste qualità (il bagno di sangue atroce e improvviso), che però, isolata, stride parecchio e non riesce ovviamente a tener su tutta la baracca. Benito Cereno (nom de plume di Jamie Groover) cerca di essere il più possibile sarcastico e di mantenere un passo disinvolto (cerca insomma di ricalcare il Kirkman alla meno peggio), ma i passaggi di scena sono goffi, i personaggi quasi tutti macchiette e la sottotraccia tragica risulta al meglio grottesca. Non parliamo poi di Bellegarde che, alle matite, storpia e deforma anche là dove non dovrebbe: se in Brit, data l'ambientazione e il personaggio, questo stile funziona, qua fa solo storcere la bocca.

lunedì 10 marzo 2008


Uncanny X-men 496 - ok la vicenda di San Francisco diventa più curiosa - forse gli X-men non hanno mai vissuto un'avventura di questo genere, in mezzo a hippy drogati - , ma l'impressione è che Brubaker abbia dei violenti problemi a gestire così tanti personaggi. In fin dei conti non succede nulla. I disegni sfoggiano inquadrature mozzafiato (dall'alto, dal basso, da destra, da sinistra), ma ancora c'è qualcosa che non mi quadra: non capisco tutta questa patina pittorica che inonda le testate marvel. Qualcuno me la sa spiegare? È un tentativo di realismo? È per contrastare la manghizzazione del mercato? Per coprire una sostanziale pochezza delle storie? Non riesco, non riesco sul serio a capire. Comunque godibile, ma un poco inutile.


Uncanny X-men 495 - Da un punto di vista meramente personale i disegni così realistici sugli X-men non mi piacciono. Troppo nerd, troppo "adesso ti faccio vedere io quanto figa è Emma Frost". Per non parlare delle scene demenziali di Ciclope ed Emma in vacanza nella terra selvaggia. Claremont si rigira tra gli Exiled. Sarà che Brubaker non si trova a suo agio coi super gruppi, sarà che pensa che i lettori degli X-men siano decerebrati, ma questo numero è fin troppo interlocutorio: per cosa dovremmo aspettare con ansia il prossimo? Per sapere perché a San Francisco tutti si comportano come degli hippy? Mapperfavore.

venerdì 7 marzo 2008

New Exiles 1


Perché Chris? Perché? Ci vuole una pazienza infinita per arrivare alla fine di questo primo numero. È evidente che alla Marvel non possono liberarsi di Claremont. Probabile che il vecchio conservi delle foto imbarazzanti di Quesada vestito da Batman che si fa fare le cosacce da un piccolo Robin prostituto. Ok, non si può dire che sia un brutto fumetto. Forse inutile sì. Insomma: hai la possibilità di iniziare una nuova serie, tutta tua, svincolata dalla continuity Marvel e la cosa più emozionante che sai fare è far indossare a Rogue una tenuta di latex rossa? Capisco sì, si devono presentare i personaggi in modo che i nuovi lettori non si incasinino e si devono soddisfare i vecchi lettori con una buona dose di continuità, ma c'è un limite a tutto!



(No forse no).

martedì 4 marzo 2008



Ultimate Fantastic Four 50
- Alla marvel non hanno ancora capito che qui in Italia ci sono disegnatori molto migliori di questo Kirkham e che probabilmente chiedono anche meno soldi. Perché dobbiamo sopportare questi insulsi cloni di Turner quando già Turner è un idiota? Perché? Eh? Non c’è nessun buon motivo per leggere sta roba.